🌳🌲🌳🌲Chi si addentra nel bosco🌳🌲🌳🌲👻?

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Into the Woods è un film del 2014 diretto da Rob Marshall, basato sull’omonimo musical di Stephen Sondheim, a sua volta ispirato da celebri fiabe tradizionali come Cenerentola, Cappuccetto Rosso, Raperonzolo e Jack e la pianta di fagioli.

Nelle sale statunitensi il film è stato distribuito il 25 dicembre 2014, mentre in Italia è uscito il 2 aprile 2015.

Il film, targato Disney,  rivisitazione in chiave moderna di alcune delle più amate fiabe dei fratelli Grimm proietta da subito lo spettatore  in un mondo  misterioso e appassionatamente affascinante.

La storia prende avvio dalla fiaba Jack e la pianta di fagioli narrando le vicende di un panettiere e sua moglie che si rendono conto che non possono generare figli a causa della maledizione di una strega.La risoluzione della maledizione sarà possibile grazie a un viaggio nel bosco alla ricerca di oggetti misteriosi, percorso nel quale i due coniugi interagiranno con i personaggi di altre fiabe.

In questo intrigo di storie il bosco risulterà allora l’unico l’elemento  comune, il punto di partenza e allo stesso tempo il punto di arrivo, l’elemento,che permetterà metaforicamente  allo spettatore di calarsi in una patita e confusa ricerca della propria identità, fondata sull’assunzione delle proprie responsabilità, sui problemi che nascono dai desideri e sull’eredità che lasciamo ai nostri figli.

Nella vicenda i desideri dei vari personaggi: il ballo a corte per Cenerentola, una mucca che dia latte per Jack, un bambino da allevare per Baker e consorte, diventano realtà grazie alla magia di una vecchia strega astiosa, che in cambio dei suoi servigi otterrà la bellezza ela giovinezza eterne.

I Baker si mettono così  a caccia dei preziosi oggetti e infilano la strada del bosco, dove incroceranno le storie di Cenerentola in fuga dal principe, di Raperonzolo che vorrebbe fuggire col suo principe, di Cappuccetto Rosso ingollato dal lupo e di Jack arrampicato su un enorme pianta di fagioli magici.

Nella vicenda i desideri dei vari personaggi: il ballo a corte per Cenerentola, una mucca che dia latte per Jack, un bambino da allevare per Baker e consorte, diventano realtà grazie alla magia di una vecchia strega astiosa. La megera, che ha perso da troppo tempo la bellezza dello spirito e del sembiante, a sua volta desidera conquistare la bellezza e la giovinezza eterna in cambio di oggetti.

I Baker si mettono così  a caccia dei preziosi oggetti e infilano la strada del bosco, dove incroceranno le storie di Cenerentola in fuga dal principe, di Raperonzolo che vorrebbe fuggire col suo principe, di Cappuccetto Rosso ingollato dal lupo e di Jack arrampicato su un enorme pianta di fagioli magici.

Si assiste così pieni di speranze a questo esordio in cui ciascuno rincorre il proprio sogno, il proprio desiderio di felicità. “I wish”, il “desidero”, la cui realizzazione porta   talvolta  con sè un prezzo molto alto per la e che può celare al suo traguardo sentimenti ben discordanti con la gioia, perchè diceva Oscar Wilde, “quando gli dei vogliono punirci esaudiscono le nostre preghiere”. Il desiderio porta con sé conseguenze a cui chi lo ha espresso non ha mai pensato.

Il bosco, dove da sempre si svolgono le favole e si addentrano i loro personaggi è luogo di  inganni o sorprese, dominato da forze irrazionali è lo spazio sacro del viaggio iniziatico, la scenografia della traversata, il passaggio da uno stato di incoscienza a uno di maggiore consapevolezza. E all’ombra dei suoi alberi e lungo sentieri poco tracciati, i protagonisti incontrano l’incerto, quello che hanno tanto desiderato o creduto di desiderare.

Ed ecco che il film diventa un’allegoria della vita, delle sue attese, quelle deluse e quelle compiute, delle sue nobiltà, dei suoi cinismi, dei sacrifici o delle meschinità impersonate a turno da principi, principesse, fornai, paesane, sguattere e contadini. Tutti si perdono, poi si ritrovano e di nuovo si fuggono, desiderando fuori misura e inseguendo ossessivi il proprio piccolo tesoro. Le conseguenze non tarderanno a ‘piombare’ letteralmente dal cielo, precipitando regno, regnanti e sudditi nell’oscurità.

Da questo  momento il film, che non riesce a equilibrare le due anime che lo compongono, diventa oggetto altro e inquieto. Se la prima parte, convenzionale e cinguettante, svolge alla lettera le fiabe popolari di Perrault e dei Grimm, la seconda spezza gli amori felici (e contenti), abbandona i figli, rivolta le figlie, divide le famiglie,tradisce promesse,trasforma convenzioni e status in caos e tormento avvicinando sempre più lo spettatore a quel  mondo reale sempre più opaco e ambiguo in cui i desideri e la felicità si fanno sempre più  lontani e sfumati.

 

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